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"I fili dell'orizzonte"
Stagione 2024-2025
Interviste agli artisti
Stagione 2024-2025
Interviste agli artisti
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29 SEP 2025 · A grande richiesta torna lo spettacolo diretto e adattato per il teatro da Riccardo Frati: Cosimo Piovasco di Rondò, il giovane ribelle nato dalla penna di Italo Calvino, sale di nuovo sugli alberi di Ombrosa, scegliendo una vita “al di sopra” delle convenzioni.
È in scena per il terzo anno consecutivo – dopo due stagioni di tutto esaurito – Il barone rampante diretto da Riccardo Frati, che ha anche adattato con rigorosa fedeltà il romanzo. E nuovamente il baroncino Cosimo – che dal 1957 abita l’immaginario dei giovani (e non solo) lettori del capolavoro di Italo Calvino – si arrampica sugli alberi di una Liguria “immaginaria”, allestita in teatro grazie a un sorprendente intreccio di pedane e passerelle.
Delicato, lieve e commovente, lo spettacolo racconta la scoperta del mondo e l’iniziazione ai sentimenti di un ragazzo appassionato e sensibile, coerente a qualunque prezzo.
«L’adolescente Cosimo, che incarna l’urgenza di migliorare il mondo intorno a sé – spiega Frati – mi fa pensare a tutti coloro che hanno il coraggio di scegliere un diverso punto di vista e di impegnarsi per il bene comune.»
26 settembre - 13 ottobre 2024
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-grassi
19 MAY 2025 · Si può esplorare lo spazio urbano attraverso esercizi performativi che cambino la nostra percezione di ciò che definiamo periferia, anche solo per qualche ora? Si può osservare un quartiere come fosse un unico, ininterrotto, spettacolo spontaneo?
Per la terza e ultima performance del progetto https://www.piccoloteatro.org/it/pages/unlock-the-city – dedicata alla relazione tra teatro e città –, Sotterraneo sviluppa un intervento su due livelli complementari tra loro: un libro di esercizi performativi da effettuare liberamente nell’area di Corvetto-Porto di Mare e una performance guidata che, a partire dagli esercizi del libro, offre al pubblico alcuni appuntamenti teatrali nel quartiere. Libro e performance debuttano insieme mettendo in campo un’esperienza di pensiero-in-azione ludica e proattiva, un momento di convergenza della geografia cittadina per sospendere almeno per qualche ora l’idea stessa di limite e confine, intrecciando azioni fuori luogo e microeventi urbani in un’esplorazione di gruppo con un finale a metà fra Dj-set e teatro.
Ci incontriamo in un pomeriggio di tarda primavera, camminiamo fino ai margini dei tanti mondi di Corvetto, ci lasciamo, ci perdiamo, ci troviamo di nuovo e balliamo mentre il sole tramonta su Milano sud. Sarà come darci appuntamento per la fine del mondo, così da non doverla affrontare da soli. Poi la performance scomparirà, fedele al suo carattere effimero. Il libro invece rimarrà per chiunque vorrà usarlo in futuro.
7 - 8 giugno 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/node/197569
7 MAR 2025 · Un re che per diventare tale ha dovuto eliminare tutti i possibili rivali; un attore che finalmente ha ottenuto il ruolo della vita. Gabriel Calderón affida a Francesco Montanari un monologo che è un’originale “variazione sul tema” di Riccardo III, in cui i confini tra epoche e identità si fanno labili, sullo sfondo di una stessa realtà di ambizione, sete di potere, violenza repressa.
Classe 1982, cofondatore, nel 2005, in Uruguay, della compagnia Complot – con cui ha creato una trentina di spettacoli, collaborando, tra gli altri, con Sergio Blanco – Gabriel Calderón è per la prima volta al Piccolo, per dirigere la produzione in lingua italiana di un suo lavoro di successo, Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III, protagonista Francesco Montanari.
Ispirato al capolavoro di Shakespeare, il testo racconta la vicenda di un attore di teatro che non ha mai avuto la soddisfazione di interpretare un ruolo da protagonista. Ora che finalmente è arrivato il suo momento, desidera sfruttare al meglio l’opportunità. A poco a poco, si accorge di un’inquietante affinità tra la sua vita e quella del personaggio: ambizione, rabbia repressa, sete di riscatto, opportunismo… Interpretandone il celebre monologo, ritrova in se stesso i lati oscuri del sovrano di York.
Da vent’anni impegnato sui palcoscenici del mondo, Calderón ci parla dei pericoli del palcoscenico, teatro di passioni violente, non sempre soltanto simulate, e affida a Francesco Montanari il ruolo del protagonista.
14 marzo - 6 aprile 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato
7 MAR 2025 · Struggente e visionario capolavoro di Pedro Lemebel, Ho paura torero, straordinario successo della scorsa stagione, torna in scena nella versione teatrale diretta da Claudio Longhi. Lino Guanciale è la Fata dell’angolo, sensibile e passionale travestito, in uno spettacolo in bilico tra sogno e storia, tra eros e politica.
Prima regia di Claudio Longhi da direttore del Piccolo – e straordinario successo della stagione 2023/24, con 12.541 presenze totali – Ho paura torero torna in scena al Teatro Grassi, con Lino Guanciale a impersonare la sarcastica e struggente Fata dell’angolo.
È il 1986, in una Santiago schiacciata dai pattugliamenti, la Fata dell’angolo (travestito passionale), lo studente Carlos (militante del Fronte patriottico Manuel Rodríguez), il generale Augusto José Ramón Pinochet Ugarte e la sua fedelissima doña Lucia, persi nel coro scomposto della città indolente e febbricitante, danzano, sinuosi o impettiti, il loro fatale e grottesco bolero col destino.
Claudio Longhi e Lino Guanciale creano uno spettacolo in bilico tra sogno e storia, fuga fantastica e violenta quotidianità, che è anche un omaggio alla penna ironica e appassionata, graffiante e visionaria, scandalosa e sovversiva di Pedro Lemebel (1952-2015), icona della letteratura queer e pop camp del Sud del mondo. Per raccontare, tra eros e politica, la parabola ineluttabile del desiderio.
8 - 23 marzo 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-grassi
7 MAR 2025 · «A Palermo, tutti possediamo una costellazione del lutto in cui le stelle sono persone ammazzate da Cosa Nostra». Partendo dalla cronaca degli anni Ottanta e dalle bombe del ‘92, intorno alla quale costruisce una coinvolgente intelaiatura biografica, Davide Enia traccia «un autoritratto intimo e collettivo» di una comunità costretta a convivere con la continua epifania del male.
«Affrontare per davvero Cosa Nostra – racconta Davide Enia – significa iniziare un processo di autoanalisi. Non volere quindi capire in assoluto la mafia in sé, quanto cercare di comprendere la mafia in me.»
Intrecciando cunto e parole, corpo e dialetto, «gli strumenti che il vocabolario teatrale ha costruito nella mia Palermo», Enia esplora quella che definisce la nevrosi dei suoi concittadini nei confronti della criminalità organizzata: «Per diverse ragioni, da noi la mafia è stata minimizzata, sottostimata, banalizzata, rimossa o, al contrario, mitizzata. Ovvero: non è mai stata affrontata per quello che è.»
Lo spettacolo racconta i continui incontri con Cosa Nostra: i cadaveri incontrati per strada, le persone conosciute uccise dalla mafia, le bombe in città, l’apparizione del male, «il sacro nella sua declinazione di tenebra», alla quale l’artista risponde con «un lavoro che è una tragedia, un’orazione civile, una interrogazione linguistica, un processo di autoanalisi personale e condiviso. Un autoritratto al contempo intimo e collettivo.»
25 marzo - 17 aprile 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-grassi
27 JAN 2025 · Il fascino del mito in un testo che porta in scena il ciclo della guerra di Troia. Pier Lorenzo Pisano racconta quel che dèi e dee, eroi ed eroine dissero (o avrebbero potuto dire) in due momenti: prima della guerra, in un mondo adolescente e dorato; e dopo la distruzione della città, quando, tra le macerie fumanti e i pianti delle donne, ebbe inizio il lungo e difficile ritorno a casa.
Dalla fantascienza di Carbonio (stagioni 2021/22 e 2022/23) alla mitologia di Semidei. «Mi appassionano le forme del raccontare – spiega Pier Lorenzo Pisano, nostro artista associato. Il mito, in particolare, racchiude tutto quello che ci identifica in quanto umani: affetti, passioni, istinti, legami familiari.»
Diviso in due sezioni, Semidei si ispira al corpus di leggende minori che accompagnano Iliade e Odissea. Nella prima parte, antecedente alla guerra di Troia, eroi giovanissimi e terrorizzati sono alle prese con le loro relazioni più care: Achille che litiga con la madre Teti, Ulisse alle prese con un piccolo Telemaco che strilla sempre e non mangia mai, Ettore e Andromaca che cercano di far addormentare il loro neonato, e altri ancora. Al di sopra di tutto, gli dèi dell’Olimpo, più litigiosi e insensati degli umani. Dieci anni dopo, i Greci hanno vinto, ma hanno dimenticato il motivo per cui hanno combattuto: sono dei reduci intontiti e ammaccati, come i soldati delle guerre odierne.
Semidei sfrutta le leve di un racconto universale per mettere in discussione la nostra contemporaneità e per provare a capire come si fa a sopravvivere alle cose che finiscono: la fine dell’infanzia; la fine della guerra; la morte dei figli.
Il testo dello spettacolo è pubblicato da Einaudi nella collana Collezione di teatro.
6 - 23 febbraio 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-studio-melato
16 JAN 2025 · Seguendo le tracce di Charles Darwin, sullo sfondo di una sperduta ghost town americana che porta lo stesso nome dello scienziato, cinque personaggi intrecciano le loro esistenze in un racconto di frontiere, spostamenti e migrazioni, di frammenti di storia della scienza, di conflitti e cambiamenti in corso.
Nei sondaggi effettuati da Gallup, all’inizio degli anni 2000, alla domanda “da quanto tempo l’uomo si trova sulla terra?”, il 45% degli americani ha risposto che è stato creato nella sua forma attuale circa 10.000 anni fa. Un ulteriore 40% ha sostenuto invece che si è evoluto nell’arco di milioni di anni da forme di vita meno avanzate, ma sotto la guida di Dio.
Nello stesso periodo, nel 2001, venivano rubati dalla biblioteca di Cambridge i preziosi quaderni di Charles Darwin, i taccuini in cui lo scienziato aveva iniziato ad annotare le riflessioni che lo avrebbero condotto a formulare la teoria dell’evoluzione. Vent’anni dopo, nel 2022, i quaderni venivano misteriosamente restituiti, in una busta, con su scritto “Librarian/ Happy Easter/ x”.
Chi ha rubato (o preso in prestito...) i preziosi libriccini, frutto di un viaggio di 200 anni fa, dalla Patagonia alle Galapagos, che diedero origine a una delle più controverse rivoluzioni scientifiche?
Darwin, Nevada è un racconto di frontiere, di spostamenti e migrazioni, di piaceri e preziosi frammenti di storia della scienza, di conflitti e cambiamenti in corso. Intrecciando i loro linguaggi, Matthew Lenton e Marco Paolini danno vita a una storia del presente, di cui Charles Darwin è il carburante, i personaggi sono il motore e i paesaggi sono il telaio e la carrozzeria.
22 gennaio - 16 febbraio 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-strehler
16 JAN 2025 · Seguendo le tracce di Charles Darwin, sullo sfondo di una sperduta ghost town americana che porta lo stesso nome dello scienziato, cinque personaggi intrecciano le loro esistenze in un racconto di frontiere, spostamenti e migrazioni, di frammenti di storia della scienza, di conflitti e cambiamenti in corso.
Nei sondaggi effettuati da Gallup, all’inizio degli anni 2000, alla domanda “da quanto tempo l’uomo si trova sulla terra?”, il 45% degli americani ha risposto che è stato creato nella sua forma attuale circa 10.000 anni fa. Un ulteriore 40% ha sostenuto invece che si è evoluto nell’arco di milioni di anni da forme di vita meno avanzate, ma sotto la guida di Dio.
Nello stesso periodo, nel 2001, venivano rubati dalla biblioteca di Cambridge i preziosi quaderni di Charles Darwin, i taccuini in cui lo scienziato aveva iniziato ad annotare le riflessioni che lo avrebbero condotto a formulare la teoria dell’evoluzione. Vent’anni dopo, nel 2022, i quaderni venivano misteriosamente restituiti, in una busta, con su scritto “Librarian/ Happy Easter/ x”.
Chi ha rubato (o preso in prestito...) i preziosi libriccini, frutto di un viaggio di 200 anni fa, dalla Patagonia alle Galapagos, che diedero origine a una delle più controverse rivoluzioni scientifiche?
Darwin, Nevada è un racconto di frontiere, di spostamenti e migrazioni, di piaceri e preziosi frammenti di storia della scienza, di conflitti e cambiamenti in corso. Intrecciando i loro linguaggi, Matthew Lenton e Marco Paolini danno vita a una storia del presente, di cui Charles Darwin è il carburante, i personaggi sono il motore e i paesaggi sono il telaio e la carrozzeria.
22 gennaio - 16 febbraio 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-strehler
15 JAN 2025 · Il cavaliere mascherato e la lettera che lo simboleggia – l’ultima dell’alfabeto – sono lo spunto del nuovo lavoro in cui Antonio Latella, rileggendo in chiave contemporanea il mito dei supereroi, punta il riflettore sulle aree a rischio nella società del XXI secolo.
Un povero, un poliziotto, un muto e un cavallo si ritrovano in una sorta di terra di nessuno. Aspettano qualcuno che forse non arriverà, mentre discutono di alcune questioni sociali fondamentali: la distribuzione del reddito, le disuguaglianze, la povertà. Le delusioni del mito del progresso diventano allora oggetto di un dialogo tra personaggi apparentemente inconciliabili, che lentamente scoprono di avere in comune più di quanto pensassero. E poi c’è quel segno Z, che li spinge a scambiarsi i ruoli: come in una quadriglia, in cui ciascuno, a turno, prende il posto dell’altro.
«La maschera di Zorro – spiega Antonio Latella, regista e coautore assieme a Federico Bellini – è un’evoluzione borghese dei nostri zanni. “Zanni” e “Zorro” iniziano con la stessa lettera: è lei la vera eroina. Hanno cercato di convincerci che gli ultimi saranno i primi e forse ci abbiamo creduto. Credo che la lettera Z racchiuda in sé tutte le implicazioni che possono derivare da questa frase».
23 gennaio - 16 febbraio 2025
https://www.piccoloteatro.org/it/theaters/piccolo-teatro-grassi
9 JAN 2025 · Stefano de Luca, con Enrico Bonavera, le allieve e gli allievi diplomatisi alla Scuola di Teatro del Piccolo, porta in scena una nuova edizione del titolo che, dal luglio del 1947, accompagna la storia e la vita dello Stabile milanese. «Uno spettacolo carico di ricordi – spiega il regista – e allo stesso tempo di quel gioioso e necessario oblio che solo la gioventù può regalare».
L’Arlecchino del Piccolo, lo spettacolo dei record, la produzione italiana più vista nel mondo, rinasce, per la dodicesima volta in settantotto anni, sul palcoscenico di via Rovello, in una nuova edizione affidata a Stefano de Luca, con Enrico Bonavera e un cast di attrici e attori diplomati alla Scuola di Teatro del Piccolo.
In epoche di regie ad alto impatto tecnologico, le maschere della Commedia dell’Arte, le candele, gli oggetti, i broccati del Settecento parlano di un altro modo di fare teatro: «un gioco semplice, antico come l’uomo – spiega de Luca – territorio in cui infanzia e rito ancestrale si incontrano nella gioia del mascheramento, orchestrata dalla partitura di gesti e movimenti studiati da Giorgio Strehler perché le singole personalità fossero al servizio di un’armonia d’insieme.»
Da sempre simbolo del passaggio del testimone tra generazioni, sarà uno spettacolo carico di ricordi, con il pensiero rivolto, agli artisti, ai maestri, ai tecnici che si sono alternati negli anni, tramandando l’arte immortale di un «meraviglioso anacronismo o spettacolo acronico, in cui la lingua è un continuo intrecciarsi dei dialetti italiani, ibridazione e contaminazione, sintesi di un’Italia che parla al mondo intero, grazie alla sua unicità.»
"I fili dell'orizzonte"
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| Author | Piccolo Teatro di Milano |
| Organization | Piccolo Teatro di Milano |
| Categories | Performing Arts |
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